Twitter sbarca in Cina e censura: la rete si infuria
Chi l'avrebbe mai detto che proprio Twitter con i suoi 140 caratteri di totale libertà più amati da vip e star di Hollywood, avrebbe ceduto alla censura.
Chi l'avrebbe mai detto che proprio Twitter con i suoi 140 caratteri di totale libertà più amati da vip e star di Hollywood, avrebbe ceduto alla censura.
Il social del microblogging si piega al compromesso per fini prettamente commerciali, in quanto per potersi espandere in Paesi come la Cina deve accettare la condizione da parte delle autorità locali di poter censurare quei messaggi che vengono ritenuti poco graditi.
A quanto pare però, la legge non è uguale per tutti, infatti questa condizione viene applicata soltanto nel Paese che la richiede ed il tweet "incriminato" rimane visibile in tutto il mondo.
Arriva così inaspettatamente l'annuncio: "Tweets still must flow" e di seguito il comunicato dell'azienda di San Francisco che recita così:
"A partire da oggi ci diamo la possibilità di sospendere i contenuti degli utenti in uno specifico paese pur mantenendoli attivi nel resto del mondo... Mentre continuiamo a crescere a livello internazionale entreremo in Paesi che hanno idee diverse sui contorni della libertà di espressione".
Nella rete riecheggia il disappunto verso l'indipendenza di opinioni e tra gli utenti si parla di protestare boicottando il social network per almeno una giornata.
Non ci resta alla fine che chiederci se per Twitter sarà più rilevante la voce dei suoi followers o le imposizioni legali dei Paesi in cui entrerà a far parte.
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