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Agcom, ecco la nuova delibera 668/2010: vince la Rete

Nonostante il presidente dell'Agcom, Calabrò, abbia cercato di rassicurare i timori di censura con la scusa della tutela del diritto d'autore, i primi rumors sulla nuova versione della delibera 668/2010 non fanno stare tranquilli.

Agcom, ecco la nuova delibera 668/2010: vince la Rete
Nonostante il presidente dell'Agcom, Calabrò, abbia cercato di rassicurare i timori di censura con la scusa della tutela del diritto d'autore, i primi rumors sulla nuova versione della delibera 668/2010 non fanno stare tranquilli. In pratica lo schema sarebbe quello già visto per addolcire provvedimenti ugualmente inaccettabili: viene proposta una versione folle del provvedimento e poi, dopo le naturali proteste, si limi un po' qua e un po' là per poi dire di aver affrontato un dibattito pubblico e averne tratto delle conseguenze. La principale modifica sarebbe quella dell'estensione del periodo di contraddittorio da 5 a 15 giorni, in pratica si avranno 15 giorni di tempo per eliminare dai propri server i contenuti oggetto di un reclamo per violazione del diritto d'autore. Non è ancora stato specificato se il sito o anche addirittura il semplice blogger privato possa in qualche modo appellarsi e difendersi (nella bozza precedente questa possibilità non c'era).La delibera sembra essere stata approvata nelle sue linee principali, pur con qualche modifica, con i voti di tutti i Commissari tranne quelli di Nicola D'Angelo e Michele Lauria, che in mattinata aveva detto: "Nessun testo che ipotizzi la chiusura dei siti da parte dell'Agcom in sostituzione del giudice o la limitazione dei diritti costituzionalmente tutelati, come la libertà di espressione, avrà il mio consenso".Ora il regolamento sarà sottoposto a consultazione pubblica per un periodo di 60 giorni.AGGIORNAMENTO - L'Agcom ha approvato con sette voti a favore un astenuto e un voto contrario lo schema di regolamento sul diritto d'autore che nell'attesa dei giorni scorsi aveva scatenato la protesta della rete, e che viene posto ora ad una consultazione pubblica di 60 giorni. Lo schema prevede che per la rimozione dei contenuti coperti da copyright, «la procedura dinanzi all'Autorità è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria e si blocca in caso di ricorso al giudice di una delle parti». La procedura, inoltre «non prevede alcuna misura di inibizione dell'accesso ai siti internet».

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